Campania Felix?

 In Campania

La Campania è felice per la sua eccezionale produzione artistica e culturale, e infelice per il suo livello sconfortante di consumi culturali.

A Salerno, come attività fatta in collaborazione tra Linea d’Ombra Festival e Linea d’Ombra Factory, sono stati presentati i risultati della ricerca fatta sul rapporto tra cultura, industria e tecnologia fatta appunto nell’ambito di una fase della factory.

Sulla situazione generale della produzione, il professor Giovanni Di Domenico, docente all’Università di Salerno e esperto di economia della conoscenza, ha testimoniata la rilevanza e la vitalità delle imprese culturali, della associazioni, delle iniziative comunque definite che si svolgono in Regione. Il dato positivo è appunto quello della vitalità di un tessuto che si fa fitto, con iniziative che partono spesso dal basso. Vitalità che però testimonia anche una difficoltà di fare rete tra le diverse realtà, e una difficoltà ancor maggiore a costruire canali di comunicazione istituzionali.

Ma i dati più negativi si riscontrano nell’analisi dei consumi culturali, che vedono la Campania agli ultimi posti nazionali in tutti i settori analizzati su dati Istat, acquisto di libri, visita a mostre e musei, biglietti del cinema e del teatro acquistati. E questo in un contesto di consumi culturali crescenti nel nostro Paese, come testimoniano diversi studi e ricerche.

Sulla relazione di Di Domenico si è acceso un dibattito che ha visto per protagonisti i diversi soggetti invitati, Valerio Caprara, critico cinematografico, Carlo Cerciello, attore e regista teatrale, Pietro Treccagnoli, critico e saggista, Federico Vacalebre, giornalista e critico musicale, Edoardo De Angelis, regista e produttore, Pina De Luca, docente universitario, Igina Di Napoli  della Casa del Contemporaneo, Maurizio Gemma, Direttore Film Commission Regione Campania. Diverse opinioni, alcune concentrate sulle criticità presenti e sulle difficoltà di lavoro con le istituzioni, altre più aperte alle novità e più vicine alle ragioni del mercato. Una contrapposizione che in alcuni momenti ha ricordato i dibattiti tra apocalittici e integrati di antica memoria. Al responsabile di Linea d’Ombra Peppe D’Antonio non solo la moderazione del dibattito, alcune volte acceso, ma anche la necessità di trarre delle conclusioni. Provvisorie, inevitabilmente, e strette verso la necessità di approfondire i dati e le informazioni su cui ragionare. La proposta di fare della ricerca effettuata, e concentrata sulla provincia di Salerno con aperture sulla regione, un osservatorio fisso, un momento di raccolta dati sull’intero territorio regionale è la condizione per andare avanti. Con più consapevolezza; la rete dei soggetti e i rapporti con gli enti seguiranno, non automaticamente, ma sulla base comunque della conoscenza.

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