La Campania non esiste

 In Campania

Creatività, lavoro e Mezzogiorno. Su questo cerchiamo di ragionare nel nostro progetto e di questo si occupa la ricerca che abbiamo elaborato e che cerca di fornire informazioni e qualche commento sul tema.

In particolare nel workshop tenuto sullo storytelling si è ragionato sul tema “Campania”, una regione tanto nota per le sue caratteristiche e per le sue località, quanto debole per la sua immagine generale. Parlare di identità “campana” è un azzardo: nella regione o si è napoletani, o non si è. E’ ovvio, il ruolo e la forza della capitale sono tali da rendere difficile un’immagine che la superi; la musica è napoletana, la canzone pure e anche l’opera buffa settecentesca è tale.  I pittori napoletani hanno costruito un genere che ha coinvolto, appunto, pittori di tutta la regione, e così il teatro, o il dialetto. Così è per la cucina, che napoletana è quasi sempre definita.

Questo è vero un po’ in tutta Italia, in cui le identità cittadine, del campanile, sovrastano quelle regionali, ma piemontese o lucano, siciliano e pugliese sono comunque un fattore di identità, mentre nessuno si definirebbe “campano”.

Potrebbe non essere un problema, ovviamente, si accetta questo stato di cose e ci si rassegna a essere tutti napoletani; ma il problema è un po’ più complesso. Innanzitutto c’è un problema amministrativo e di fondi europei. È la Regione che gestisce i fondi e per tutto quello che riguarda il turismo, la cultura, ma anche la società digitale occorre ragionare e progettare in ottica regionale. La promozione turistica avviene su base regionale, ed è difficile immaginare di promuovere un territorio senza identità, o, peggio, con un’identità distorta. C’è poi da considerare che l’immagine di Napoli, che tutto comprende, è molto legata alla creatività, ma poco o nulla alla tecnologia e al lavoro, quindi se giochiamo questa partita, dobbiamo considerare che uno sforzo innovativo va fatto.

Bisogna provare dunque a costruire un’altra storia della regione, una storia comune e una storia che rovescia lo stereotipo pizza, sole e mandolino. Occorre fare un nuovo storytelling della Campania. Non siamo noi con questo progetto a poterlo fare, ma una provocazione la possiamo lanciare. E dunque, qual è la storia della Campania che vogliamo lanciare?

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