Il mercato della cultura: dati e prospettive

 In Economia della cultura

La cultura vende? C’è mercato per la cultura e per il mondo ad essa legato? A inizio anno abbiamo avuto alcuni dati che presentano un panorama contraddittorio. Iniziamo dal cinema, che è un’industria in crisi da tempo – messa in crisi da tante nuove opportunità di intrattenimento visivo – eppure ancora potentissima dal punto di vista della creazione dell’immaginario collettivo. È il cinema il punto di approdo sognato da ogni star della televisione, dello spettacolo, del web, perché solo il cinema concede quello status di vera partecipazione al mondo dei sogni. L’aura che concede lo star system cinematografico non è paragonabile a nessun altro. Per questo, al di là delle cifre (si pensi che il mondo del videogioco ha un fatturato complessivo superiore a quello delle sale cinematografiche), il cinema è ancora così importante. Ebbene i dati sui biglietti venduti in Italia nel 2017 non sono confortanti. Le presenze sono state poco oltre 92 milioni, con un calo del 12,38% sul 2016 e gli incassi sono calati, dell’11,63%. Il calo è dovuto a due fattori, uno, su cui non si riesce a intervenire nonostante i tentativi fatti negli anni, è quello del mancato mercato estivo, che in Italia è marginale, e invece altrove – anche in paesi con clima simile al nostro come la Spagna – è significativo. Poi, più grave, è il dato del cinema italiano, a cui si deve il vero e proprio calo, che ha perso rispetto all’anno prima hanno perso il 46,35% del box office e il 44,21% dei biglietti rispetto al 2016.

Certo, il 2016 è stato un anno drogato dalla presenza di Checco Zalone, che da solo ha incassato 65,3 milioni e anche del successo inatteso di Perfetti Sconosciuti, ma francamente dipendere dalla presenza del comico pugliese per ottenere dei risultati soddisfacenti non è certo una strategia. Il punto è che il cinema italiano è in crisi di idee, di progetti e  anche di talenti e su questo andrebbe fatto un discorso serio di investimenti e di strategie.

I dati indicano che il mercato si fa d’inverno: nei primi tre mesi dell’anno (35,2 % del totale) e a dicembre, il resto è complementare. Inoltre il successo delle multisala è inarrestabile. L’anno scorso in Italia i 130 cinema con più di 7 schermi hanno totalizzato incassi per 329,1 milioni di euro mentre le 649 monosale hanno guadagnato 49,7 milioni.

Ma la fine dell’anno non ha portato solo cattive notizie. Come riportato da tutti i media, nel 2017 le presenze nei musei sono aumentate, e così gli incassi, confermando un trend di crescita che si consolida negli anni. 45,5 milioni di visitatori e 174,9 milioni di introiti lordi da biglietteria, con un incremento significativo: vent’anni fa erano 25 i primi e 52,7 i secondi: quasi raddoppiati i visitatori e triplicate le entrate. I musei italiani hanno una nuova vitalità, accresciuta dalla riforma Franceschini che ha dato autonomia gestionale e che ha quindi regalato ai responsabili voglia di fare e disponibilità all’investimento.

Quindi gli italiani esprimono bisogno di cultura, e se s vanno a vedere gli altri indicatori, si conferma che i consumi culturali nel loro complesso salgono, con poche eccezioni e con alcune situazioni critiche. Sono queste che vanno affrontate: in particolar modo libro e lettura da una parte, cinema dall’altra. Serve un piano, serve una strategia. Ci sarà modo di parlarne in campagna elettorale?

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